Pokémon sbarca su Disney+: ma che fine hanno fatto le altre puntate?
Prendete il cappellino con la visiera al contrario, rispolverate il Game Boy e preparatevi a cantare a squarciagola la sigla più iconica degli anni ’90. La serie animata originale dei Pokémon ha fatto il suo ingresso sul catalogo di Disney+. Una notizia da far saltare sulla sedia qualsiasi millennial cresciuto a pane e Pikachu, giusto? Beh, frenate gli entusiasmi e mettete via le Pokeball, perché c’è un piccolo, fastidioso cavillo: la serie non c’è tutta.
Proprio così. Entrate nella piattaforma pregustando una maratona epica dalla prima palestra di Plumbeopolifino alla Lega Pokémon, e vi ritrovate davanti a un catalogo irrimediabilmente mozzato. Un po’ come se il Professor Oak vi promettesse un Pokédex completo e poi vi consegnasse soltanto tre pagine strappate e un Rattata di livello 2.
Tra licenze e frammentazione: il grande caos dei diritti
Il problema, a dire il vero, non è una novità assoluta per chi bazzica il mondo dei mostri tascabili. La gestione dei diritti di trasmissione del celebre anime è sempre stata un labirinto intricato, degno di una Grotta Scura senza la MN Flash. Nel corso degli anni, le avventure di Ash Ketchum e del suo inseparabile topo elettrico sono state frammentate tra le piattaforme più svariate: qualche stagione su Netflix, un pugno di film su Prime Video, spezzoni sparsi su YouTube e ora qualche briciola nel catalogo di Disney+.
La recente chiusura dell’app ufficiale Pokémon TV, che per anni aveva rappresentato l’unico vero porto sicuro (e gratuito) per i fan della serie, ha creato un vuoto enorme. Gli appassionati speravano che l’approdo sui grandi colossi dello streaming potesse finalmente centralizzare l’offerta. Invece, la realtà ci regala l’ennesimo puzzle incompiuto, in cui per seguire il viaggio completo da Biancavilla fino alle regioni più recenti bisognerebbe possedere quattro abbonamenti diversi e una mappa del tesoro.
Un’operazione nostalgia a metà
Cosa ci rimane, quindi, da guardare? Una selezione ristretta della primissima, indimenticabile saga dedicata alla Lega Indaco. Possiamo rivivere il primissimo incontro tra un Ash ancora maldestro e un Pikachu decisamente poco collaborativo, assistere ai primi tragicomici fallimenti del Team Rocket e piangere di nuovo per lo storico addio a Butterfree (sì, fa ancora male esattamente come trent’anni fa).
Tuttavia, mancano all’appello archi narrativi fondamentali, episodi iconici e intere stagioni che hanno segnato l’infanzia di milioni di spettatori. Non è ancora chiaro se si tratti di un rilascio graduale previsto nei prossimi mesi o se, molto più banalmente, cavilli contrattuali e accordi di esclusiva pregressi impediscano la pubblicazione dell’opera omnia.
Acchiapparli tutti? Non questa volta
Vedere il brand di intrattenimento più redditizio al mondo fare il suo ingresso nella scuderia Disney fa sicuramente un certo effetto ed è un ottimo punto di partenza per far scoprire il mito alle nuove generazioni. Eppure, per i veterani del franchise, il sapore resta agrodolce.
Se lo slogan storico della serie ci ha insegnato ad “acchiapparli tutti”, le piattaforme di streaming sembrano fare di tutto per rendere la caccia il più complicata possibile. Non resta che godersi le puntate disponibili, incrociare le dita e sperare che il prossimo aggiornamento del catalogo metta a segno un bel colpo critico.
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