Quando la spedizione va storta: attacco hacker ai Pokémon Center di UK e Germania (e c’entra anche Steam)
Ordinare uno Steam Deck per giocare in mobilità o un gigantesco peluche di Snorlax direttamente dal negozio ufficiale è una di quelle piccole gioie della vita digitale. Peccato solo che, a volte, insieme al pacco arrivi anche una brutta sorpresa in formato data breach. A quanto pare, le conseguenze del recente attacco informatico subito dal colosso della logistica CEVA Logistics sono decisamente più ampie di quanto previsto inizialmente. Dopo aver fatto scattare l’allarme per gli acquirenti dell’hardware di Valve in Europa, l’onda d’urto ha colpito in pieno anche il Pokémon Center nel Regno Unito e in Germania.
Il filo rosso tra Gabe Newell e Pikachu
La dinamica è la classica reazione a catena da incubo per i responsabili della sicurezza informatica. Pochi giorni dopo aver avvisato Valve che i dati dei clienti europei che avevano acquistato visori, console o accessori Steam erano stati compromessi, la società di spedizioni ha dovuto fare un’altra telefonata decisamente poco piacevole. Questa volta la brutta notizia è toccata ai gestori del merchandise ufficiale della serie animata e videoludica più famosa del mondo.
I clienti registrati presso le piattaforme ufficiali del Pokémon Center nei mercati britannico e tedesco hanno così iniziato a ricevere comunicazioni ufficiali che confermano l’incidente. Se avevate ordinato una carta da collezione rara o un cappellino tematico negli ultimi tempi, c’è la concreta possibilità che le vostre informazioni di spedizione siano finite nelle mani sbagliate.
Anello debole: la sicurezza dei terzi
Questo incidente mette a nudo, per l’ennesima volta, il vero punto debole del commercio elettronico moderno: la supply chain. Puoi avere i server più blindati del pianeta, la crittografia da agenzia segreta e l’autenticazione a due fattori obbligatoria, ma se il partner esterno a cui affidi le scatole e le bolle d’accompagnamento subisce un’intrusione, il danno è fatto.
I pirati informatici lo sanno benissimo e preferiscono spesso puntare ai fornitori di servizi logistici. Il motivo è semplice: queste aziende gestiscono un flusso enorme e costante di dati personali estremamente interessanti per chi vive di truffe online. Tra le informazioni potenzialmente sottratte rientrano di norma:
- Nomi e cognomi dei destinatari;
- Indirizzi fisici di spedizione e di fatturazione;
- Indirizzi e-mail e numeri di telefono;
- Codici di tracciamento e dettagli sui pacchi in transito.
Fortunatamente, i dati di pagamento più sensibili (come i numeri completi delle carte di credito) vengono solitamente gestiti da gateway bancari separati e non dovrebbero essere stati intaccati, ma il materiale a disposizione dei malintenzionati è comunque più che sufficiente per creare danni.
E adesso? Guida di sopravvivenza alle e-mail sospette
Se rientrate tra gli utenti che hanno fatto acquisti di recente su Steam o sui Pokémon Center interessati, la parola d’ordine per i prossimi mesi è paranoia costruttiva. Il rischio principale in questi casi non è che vi svuotino il conto bancario nell’immediato, ma il cosiddetto phishing mirato (o spear phishing).
Avendo a disposizione il vostro nome, il vostro indirizzo e la certezza che abbiate comprato un determinato prodotto, i truffatori potrebbero inviarvi e-mail o SMS estremamente credibili, camuffati da finte notifiche di giacenza, problemi di consegna o fantomatiche spese doganali da saldare. Cliccare su quei link ed effettuare login affrettati potrebbe costare molto più del peluche o della console che stavate aspettando.
Il consiglio in questi casi è uno solo: diffidate di qualsiasi messaggio che vi chieda di agire con urgenza, controllate accuratamente l’indirizzo del mittente e, per qualsiasi dubbio sulla tracciabilità dei vostri ordini, accedete esclusivamente ai portali ufficiali digitando l’indirizzo a mano nel browser. Meglio perdere due minuti in più per una verifica che ritrovarsi a dover gestire un furto d’identità digitale.
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