Se Harry Potter incontrasse l’Odissea: il fenomeno fantasy dell’estate che merita davvero tutto l’hype
Siamo onesti: ogni volta che viene pubblicato un nuovo romanzo fantasy destinato a diventare un bestseller, i lanci promozionali tendono a spararla grossa. “Il nuovo fenomeno globale”, “Un’opera epica come Il Signore degli Anelli”, “Per i fan di questo e quello”. Di solito, la montagna partorisce il classico topolino e ci si ritrova tra le mani la solita trama trita e ritrita.
Questa volta, però, la promessa di partenza era di quelle da far tremare i polsi: fondere la magia senza tempo di Harry Potter con il respiro mitico e avventuroso dell’Odissea. Un paragone ingombrante, certo. Eppure, una volta aperte le pagine della serie Creature Impossibili di Katherine Rundell, ci si rende conto che il battage pubblicitario questa volta ci aveva azzeccato in pieno.
Un arcipelago dove la mitologia è di casa
La storia ci proietta nell’Arcipelago, un luogo segreto e nascosto al resto del mondo in cui tutte le creature mitologiche della Terra — dai grifoni alle sfingi, fino ai draghi più maestosi — convivono in un delicato equilibrio. Quando la magia che tiene in vita questo santuario comincia a svanire, toccherà a Christopher, un ragazzo che possiede la rara capacità di farsi amare da qualsiasi animale, e a Mal, una ragazza volante in fuga da un assassino, intraprendere un viaggio straordinario attraverso i mari per salvare il loro mondo.
Ed è proprio qui che entra in gioco la componente “omerica”: il libro non si accontenta di mostrare qualche mostro qua e là, ma costruisce una vera e propria navigazione tra isole misteriose, mari tempestosi, sventure e incontri al limite dell’impossibile. L’effetto nostalgia per i grandi viaggi del passato si sposa alla perfezione con quel senso di meraviglia e scoperta tipico delle prime avventure a Hogwarts.
Non è la solita minestra riscaldata
Ciò che eleva l’opera sopra la massa dei soliti fantasy per ragazzi è la qualità della scrittura. Niente dialoghi banali, niente scorciatoie narrative per accontentare un pubblico giovane. La prosa è vivida, colta, condita con quella punta d’ironia che rende la lettura un piacere assoluto anche per chi ha abbondantemente superato l’adolescenza.
Tra i punti di forza del romanzo troviamo:
- Un world-building impeccabile: le creature non sono semplici comparse, ma esseri vivi, complessi e dotati di un’ecologia affascinante.
- Personaggi tridimensionali: la crescita dei protagonisti è reale, sofferta e priva di stucchevoli cliché.
- Un senso di pericolo vero: la posta in gioco è alta e la sensazione che la magia possa davvero finire tiene con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.
Un successo strameritato
In definitiva, se avevate paura di trovarvi davanti all’ennesimo fenomeno da scaffale creato a tavolino, potete tirare un sospiro di sollievo. La serie delle Creature Impossibili mantiene tutte le sue promesse, regalando un’avventura viscerale, poetica e incredibilmente avvincente.
Che siate nostalgici delle atmosfere di Hogwarts o affamati di epiche esplorazioni alla ricerca di miti perduti, questo è senza dubbio il titolo fantasy da mettere in valigia per la bella stagione. Preparatevi a salpare: la magia, quella vera, è tornata a farsi sentire.






