The Elder Scrolls 6 su PlayStation? Tra sogno, realtà e parecchi dubbi
Sono passati millenni, o almeno così sembra, da quando abbiamo messo piede per la prima volta a Skyrim. Nel frattempo abbiamo visto quel capolavoro essere ripubblicato su qualsiasi cosa sia dotata di uno schermo, inclusi i frigoriferi smart. Eppure, il pensiero di tutti gli appassionati di GDR è costantemente fisso su un unico, grande miraggio: The Elder Scrolls 6.
Annunciato con un teaser che mostrata praticamente solo delle montagne e un logo, il nuovo capitolo della saga di Bethesda è diventato il sacro Graal del videogioco moderno. Ma con l’acquisizione di ZeniMax da parte di Microsoft, una domanda tormenta i giocatori: chi ha una consolle Sony potrà mai giocarci, o l’esclusiva Xbox farà calare il sipario su PlayStation?
Dall’esclusività totale al cambio di rotta
Facciamo un piccolo passo indietro. Quando il colosso di Redmond ha staccato un assegno da 7,5 miliardi di dollari per portarsi a casa Bethesda, l’intento sembrava chiarissimo: creare una muraglia cinese di esclusive per spingere le vendite di Xbox e gli abbonamenti al Game Pass. L’uscita di Starfield in esclusiva consolle è stata la dimostrazione pratica di questa politica. In quel momento, le speranze dei possessori di PlayStation 5 di vedere The Elder Scrolls 6 erano vicine allo zero.
Lo stesso Phil Spencer, durante le ormai famose udienze con gli organi antitrust, aveva lasciato intendere che la strada per i grandi GDR della scuderia sarebbe stata quella dell’ecosistema Xbox e PC. Ma il mercato dei videogiochi corre veloce e, negli ultimi mesi, le carte in tavola sono cambiate in modo radicale.
Perché oggi ci sono forti dubbi sull’esclusiva
Negli ultimi tempi abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione strategica in casa Microsoft. Quella che prima era una politica di cancelli ben serrati si è trasformata in un’apertura verso le piattaforme concorrenti. Titoli di punta e persino produzioni attesissime come il nuovo gioco di Indiana Jones hanno aperto la strada al debutto su PlayStation 5, smentendo la narrazione dell’esclusività assoluta a tutti i costi.
Questo cambio di rotta ha insinuato più di un dubbio sul futuro di The Elder Scrolls 6. I motivi per cui Microsoft potrebbe decidere di lanciarlo anche su console Sony sono principalmente economici e strategici:
- I costi di sviluppo: Un titolo della portata di TES6 richiederà un budget faraonico. Limitarne le vendite a una sola piattaforma consolle significa rinunciare a una fetta gigantesca di guadagni.
- La natura del franchise: La serie è storicamente multipiattaforma. Togliere il seguito di uno dei giochi più venduti della storia dalla piattaforma Sony vorrebbe dire alienare milioni di giocatori fidelizzati negli ultimi quindici anni.
- La nuova strategia software: Guadagnare sulle vendite dirette dei giochi su qualsiasi schermo disponibile sta diventando una priorità sempre più concreta rispetto alla semplice vendita dell’hardware.
Tra attesa infinita e speranza: cosa aspettarsi?
La realtà è che, al momento, nessuno al di fuori dei vertici aziendali conosce la risposta definitiva. Il lancio di The Elder Scrolls 6 è ancora decisamente lontano nel tempo: si parla di anni di attesa, con la concreta possibilità che il titolo arrivi direttamente a cavallo tra questa e la prossima generazione di console.
In un lasso di tempo così lungo, le logiche di mercato possono cambiare radicalmente. Gli appassionati su PlayStation possono quindi continuare a sperare: la porta non è più sbarrata come un tempo, anche se i dubbi e le variabili restano concreti. Nell’attesa di conferme ufficiali, non ci rimane che ingannare il tempo riattraversando le lande di Skyrim per la centesima volta, magari sperando che la pazienza di tutti i videogiocatori venga infine premiata.





